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    March 29

    Addio Caponera

    Beati coloro che hanno viaggiato sulla mia Ford ka: venerdì se n'è andata in pensione dopo dieci anni di glorioso servizio, di cui uno e mezzo in mano mia.

    Quando passa così tanto tempo ci si affeziona alle proprie vetture, quasi diventano di famiglia come animali domestici, e abbandonarli è uno strazio immenso. Ma siamo stati costretti: la buona vecchia Caponera -come era solito chiamarla Mauro- dal 1999 ha dato tutto quello che aveva e oggigiorno non ce la faceva più, necessitando quasi quotidiane cure del meccanico; e così la scelta poteva essere una sola, disfarcene, con nostro grande rammarico.

    Nonostante io l'abbia guidata solo per poco più di un anno, in quel lasso di tempo io e lei abbiamo fatto cose davvero mirabili, così tante che farò fatica pure a ricordarmele: era una macchina che non temeva nessuna riva e nessuno sterrato, tanto che si meritò il soprannome di "Ka-rally", utilizzata sia come pratica city car sia come efficiente trattore in campagna, portando lei zappe e quant'altro.

    A dire il vero io non l'ho sempre trattata al meglio, qualcuno si ricorderà dei tentativi di guidarla a piedi incrociati con esiti disastrosi, oppure di quando decisi che avrei cambiato senza utilizzare la frizione ma andando a orecchio sentendo i giri, o ancora di quando cambiavo ogni marcia con la doppietta per il semplice gusto di farlo.

    Essa è legata ad Azzano per due particolari motivi: il primo perchè era il veicolo principe cui attattarci lo "strisòn" con cui lisciare il campo da tamburello, in quelle calde mattine di follia estiva. Il secondo motivo è relativo alle Barottiadi, perché su essa fu caricata la carretta ufficiale della scorsa edizione (con tanto di Polli dentro) nel suo giro trionfale fino a Montemarzo, da cui sarebbe partita la cerimonia di apertura dei giochi.

    Per tutti questi motivi e tanti altri ancora, vedete bene come la mia fida compagna di tanti viaggi più che una macchina era uno stile di vita, che mi univa a lei in corrispondenza biunivoca, per cui se dicevi Ka dicevi Porricolo e viceversa. Peraltro la nuova macchina che è andata a prendere il suo posto -una C1-, forse esteticamente più bella, ha nulla di pareggiabile nella potenza che sapeva esprimere il motore della vecchia Ford; ora potrò sì fare meno il gadan con questa e forse su ciò ci ho guadagnato, ma il rombo da 1300cc della vecchia Ka era qualcosa di davvero inappagabile.

    Addio Caponera.

    March 03

    MontisManidi Patrono

    Quella che segue è l'iscrizione presente sulla lapide posta sopra la porta d'ingresso della celebre cappella di San Marcello, letta e tradotta grazie all'ausilio di Alberto Ghia. 

     

    HOC TEMPLUM SANCTO MARCELLO MONTISMARTII PATRONO DICATUM INCERTUM QUO ANNO SIT EXTRUCTUM CERTO ANTE ANNUM 1771 EX NOVO RIEDIFICATUM EST ANNO 1880 REPARATUM POPULI OBLATIONIBUS AUCTORE AMERIO D. PHILIPPO PRAEPOSITO ET AD CULTUM RESTITUTUM 12 9 1943

      

    Questo tempio dedicato a San Marcello patrono di Montemarzo, di cui si ignora l’anno in cui sia stato costruito - certamente prima del 1771- fu riedificato completamente nell’anno 1880. E’ stato ristrutturato grazie alle offerte dei fedeli sotto Filippo D. Amerio sovrintendente ai lavori e restituito al culto il 12-9-1943.

     

                                                                                                                                              Affinché quella rocca da oggi unisca e non divida...