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October 26 PiemonteisPubblico qui il testo, a mio avviso, di una delle più belle canzoni della nostra terra, Piemonteis, del gruppo dei "Cantavino" ma in particolare resa celebre da Piero Montanaro. Una canzone che dovrebbe essere il nostro inno, come dice difatti il sottotitolo, tanto è carica di amore per la nostra cultura e attaccata alla difesa dell'identità piemontese.
Un’incisione di PIERO MONTANARO & I CANTAVINO DOC P I E M O N T E I S Il nuovo inno dei piemontesi
Testo di PIERO MONTANARO Musica di MAURO GALFRE’
Piemontèis, a l’é ora ! Bogianen, bogiomse adess !
1. Noi che ‘n ciamo faus e peui cortèis, a vòlte bogianen, noi piemontèis, teste dure piego nen la testa quandi a l’han rason per sò protesta.
Noi che gnente e gnun an fan paura, noi gent ed montagna ò ‘d pianura, noi un pòch muson e tacabrighe, noi i soma mai fòra da le righe.
Noi che l’oma fàit anche l’Italia, noi l’oma da dré na stòria veja. Turin la capital a l’han rubane per st’Italia che a l’ha tradine.
Noi l’oma deurbì le nòstre pòrte ma l’oma pentisne, quante vòlte ! Adess nòstri pais son spopolasse an campagna treuvo nen a sposesse....
Ritornello: Piemontèis, teste dure, bogianen bogeve adess ! Piemontèis, a l’é ora ! Bogianen bogiomse adess !
2. Noi i l’oma tanti vin barbis... Noi col cheur granata o dla Juventus se a la bala o al balon gieugoma del travaj ij ver campion restoma.
Noi che ‘l piemontèis l’oma parlalo, noi che ‘l piemontèis l’oma smentialo, noi che l’oma pau anche a cantelo con un bicer an man foma ‘n bel còro.
Ritornello: Piemontèis, teste dure, bogianen bogeve adess ! Piemontèis, a l’é ora ! Bogianen bogiomse adess !
Piemontèis, teste dure, bogianen bogeve adess ! Piemontèis, a l’é ora ! Bogianen bogiomse adess ! Potete ascoltarla qui http://it.youtube.com/watch?v=RIt87j3XL8s
October 09 Lunga vita ad Eutopia!Nonostante la grande serata festosa che ha celebrato la nascita della nostra associazione sia avvenuta sabato scorso, 4 ottobre 2008, ho atteso per farne un commento la prima riunione del consiglio direttivo di modo che potessi essere più completo nell’esposizione dei fatti. Mi limiterò a riassumere qui gli eventi della serata siccome ho già trattato in quella sede dell’evoluzione in questi mesi dell’idea di creare un’associazione, ovvero degli ideatori del progetto, della ricerca delle possibilità che avremmo avuto, delle grandi Costituenti che si sono tenute nel mese di settembre. La quarta e ultima seduta dell’Assemblea Costituente si sarebbe svolta proprio quella sera, in cui i sette padri fondatori (il mitico Raviz ci ha dato però forfait per motivi di forza maggiore: il concerto di Vasco) avrebbero fondato ufficialmente l’associazione davanti a tutti i convenuti e futuri iscritti, previa generale presentazione e lettura dello Statuto, redatto e ultimato nell’assemblea del 22 settembre. A presiedere l’assemblea toccava proprio a me, in qualità di presidente della Costituente e quindi a spiegare a tutti quanti si erano accomodati nel corridoio del primo piano della Proloco, per il momento nostra futura sede, adibito per l’occasione con una cura meticolosa per i particolari: dalla bandiera nazionale, alla tovaglia rossa regale, al popolare manifesto del “quarto stato”. Accanto a me i restanti cinque fondatori presenti, a rappresentare tutti insieme i promotori di questo progetto che ci accingevamo a presentare alla comunità. Il programma si è snodato come si è detto sul discorsone su come si sia giunti a ciò, partendo dal contesto storico della crisi del Casotto per venire all’esposizione dei vantaggi democratici che questa forma di unione ci può dare: cosa che grazie al cielo sono riuscito a superare decisamente bene senza discorso scritto. Quindi la lunga ed estenuante lettura dello Statuto, che posso capire possa essere stato oggetto di incomprensioni per la sua sostanza, ma rimaniamo sempre disponibili per ogni chiarimento. A quel punto la firma del verbale di noi che stavamo al di qua del tavolo ha sancito ufficialmente la nascita dell’associazione e subito sono partiti i tappi di spumante: si è dato il via al banchetto di festeggiamento offerto dal nascente organismo di promozione sociale. A mezz’ora da questo, conclusasi per sempre la Costituente, è stata convocata la prima assemblea ordinaria della neonata associazione; all’ordine del giorno vi erano la scelta del nome e la nomina del Consiglio Direttivo, a quali è stato anteposto per volere di una parte dell’assemblea la discussione di portare a tredici anni il limite minimo per diventare soci. Ebbene, mi dispiace dirlo, ma quello è stato il momento più basso della serata, dove dai fraintendimenti di alcuni soci dell’articolo in questione sono sorte liti inutili fondate su futile materia, dove dal dialogo comune si è sfociati a dispute su questioni strettamente private; cose da cui l’associazione, lo ripeto, trascende essendo essa totalmente super-partes, volendo essere il luogo di tutta la compagnia, nessuno escluso. La scelta del nome è stata un po’ buffa e tribolata, ma anche ridendo e scherzando su alcune atipiche proposte, si è arrivati ad una conclusione: l’unica che è sopravvissuta ed è stata accettata dalla larga maggioranza è stata EUTOPIA, il “bel luogo” della nostra compagnia. Il consesso s’è chiuso intorno all’una con lo scrutinio delle appena conclusesi votazioni valide per la nomina dei sette consiglieri che avrebbero detenuto la carica in maniera provvisoria sino al marzo del 2009; da esso è risultata l’elezione di Bosia Mauro, Bosia Stefano, Brezzo Stefano, Carretto Andrea, Ghia Alberto, Ferron Enrico e Porricolo Matteo; con Ravizza Marco e Carretto Alessandro revisori dei conti. Nella riunione del Consiglio di ieri sera si è deciso che B sarà il nostro cassiere, coadiuvato nel bilancio nell’intramontabile Alby Ghia, Mauro (cui riconoscerò sempre il ruolo di leader carismatico del gruppo) ha preferito questa volta darsi alla segreteria, a me tocca fare da presidente, con l’inimitabile Polly a farmi da vice.
Adesso, terminato il freddo resoconto dei fatti, lasciatemi fare alcune considerazioni: sabato, quando i vari scrutinatori e consiglieri rimettevano a posto le carte e i neo soci lasciavano la sede e facevano ritorno alla proprie case, io mi sono domandato chissà quanti di questi si sarebbero addormentati consci di aver scritto la storia della nostra bellissima compagnia e di essere stati soggetti attivi di questa grande presa di responsabilità, meraviglioso esperimento di democrazia; raro oggigiorno in cui è più facile vedere i nostri coetanei abbandonarsi nelle vie della perdizione della nostra decadente società, anziché ritrovarsi il sabato sera a discutere in maniera civile della vita giovane e attiva del paese e a far valere i nostri diritti tramite la creazione di un’associazione giovanile. Una compagnia che io adoro, che sono felice di aver trovato, in cui io mi sento pienamente soddisfatto e rispettato, e che per nulla al mondo io sarei disposto a cambiare; una compagnia solidale ed aperta a tutti coloro che si ritrovano nei suoi ideali. Un chiaro esempio ne è il sottoscritto: il ragazzino che quattro anni fa si aggirava per Azzano guardando gli autoctoni con timore e visto da quest’ultimi con altrettanta diffidenza, e che oggi vede espresso nei suoi confronti un plebiscito di consensi, atto di stima e affetto per me che io non so come ringraziare se non con un immenso abbraccio atto a stringervi tutti quanti, amici di Eutopia.
October 06 E' nato!Questo blog è sempre esistito, almeno sin da quando ebbi aperto l'account di posta elettronica cui fa riferimento; ma vuoi per pigrizia vuoi per aperto contrasto col sitema del blog (buon vecchio diario su carta direbbe il nostalgico) mi sono sempre rifiutato di porvi degli interventi.
Ma ultimamente, causa diversi episodi, sto lentamente cambiando idea e sto riconoscendo in ciò un'arma potente di espressione; queste righe sono pressochè inutili e potrebbero anche non essere mai state scritte, ma ho proceduto in questa maniera per preparare i futuri (si spera) lettori a questa novità e al contempo per sancire ufficialmente la nascista di "Pensieri in libertà".
Ps: mi verrà a prendere a casa DeSieno per questo debito? |
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